Possiedono un posto significativo e unico nella storia del teatro del Novecento i Piccoli di Podrecca. L’intuizione del cividalese Vittorio Podrecca, che si realizzò al Teatro Odescalchi di Roma nel 1914, fu infatti dirompente e le sue marionette “intessute di musica”, capaci di cantare e danzare reinterpretando le correnti culturali e artistiche coeve, oppure ironizzando sulle mode dell’epoca, attraversarono acclamate il mondo intero.
Una parabola punteggiata di clamorosi successi, di incredibili, avventurose tournée internazionali, nel corso delle quale la compagnia crebbe, raggiunse una perfezione artistica e artigianale elevatissima e produsse un patrimonio artistico immenso e d’inestimabile valore, composto da centinaia di numeri musicali, innumerevoli marionette (1240 unità, all’arrivo dei Piccoli in America Latina all’inizio della seconda guerra mondiale), e poi oggetti di scena, registrazioni audio, fondali, elementi tecnici di palcoscenico…

Podrecca legg-3

Quando la compagnia dopo la morte di Vittorio Podrecca (avvenuta nel 1959) ed in seguito a seri problemi economici, si sciolse all’inizio degli anni Sessanta, una grande parte di questo tesoro rimase depositata in magazzini, con il pericolo di cadere nell’oblio e di deteriorarsi.
Per evitarne la dispersione nel 1979 grazie ad un intervento della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, tale patrimonio venne affidato al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che ne curò allora il ripristino per la scena, e soprattutto richiamò in servizio alcuni dei marionettisti che avevano lavorato per Vittorio Podrecca per riportare in vita le sue creature e perpetuare il preziosissimo “sapere” del loro movimento, tramandandolo a una generazione di più giovani artisti.
Da allora il Teatro Stabile regionale ha continuato a curare l’attività dei Piccoli di Podrecca, e negli ultimi mesi si è affrontato un progetto lungamente desiderato e ormai resosi indispensabile: quello di restaurare almeno una parte delle antiche marionette. Un lavoro delicato e sapiente che è stato possibile grazie a un finanziamento straordinario che lo Stabile ha ottenuto ad hoc dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Nei mesi di marzo e aprile 2015 dunque è stato promosso un impegnativo laboratorio di restauro che ha interessato i “Piccoli di Podrecca” ed in particolare i piccoli “attori” del  “Varietà”: l’amato spettacolo che raccoglie alcuni dei numeri più celebri della compagnia e che è stato regolarmente riproposto in Italia e all’estero e mantenuto in repertorio.

Dalla fine degli anni Settanta, nessun intervento significativo era stato fatto sulle marionette (eccetto la manutenzione minima che permetteva di andare in scena e i fondamentali lavori di conservazione): facile dunque immaginare come il trascorrere del tempo – e soprattutto l’uso frequente a cui sono state sottoposte le marionette del “Varietà” – abbiano lasciato segni evidenti e spiacevoli sulle piccole creature di Podrecca.
Per l’intervento di restauro di questi mesi è stato scritturato dal Teatro un gruppo di marionettisti che in collaborazione con la Cooperativa Cassiopea, stanno affrontando diverse tipologie di problemi.
Il restauro infatti, nel migliore dei casi interviene su precedenti frettolosi aggiustamenti di guasti, portando via stratificazioni di materiali che tendono a irrigidire e appesantire le marionette: le riparazioni eseguite correttamente, con cura e anche con materiali all’avanguardia (ma sempre nel rispetto della tecnica e dell’idea di Vittorio Podrecca) restituiscono ai Piccoli la leggerezza e la fluidità di movimento che li ha sempre contraddistinti.
Podrecca legg-17Il progetto però si prefigge interventi anche più complessi: ad esempio sulle teste delle marionette che possono essere di legno o di cartapesta. Nel primo caso vanno corrette  per lo più abrasioni e assenze di colore; nel secondo, i danni su cui intervenire sono spesso più gravi, giacché la cartapesta con il tempo si deforma.
Stesso delicato lavoro di conservazione e restituzione della forma e del colore si pratica sulle mani e sui piedi spesso rotti o scrostati dei vari personaggi.
Molto impegnativi sono poi i lavori da apportare su alcuni corpi corrosi dal tempo, sulle giunture e sulle articolazioni fondamentali per il movimento: andranno ricostruiti nell’assoluta fedeltà alla tecnica-Podrecca. (vedi a questo proposito il post Il restauro degli Struzzi)
Come veri “attori” i Piccoli possiedono i loro costumi che rappresentano una parte importante del lavoro di recupero: pulizia, rammendo, ricostruzione e stiratura saranno assicurati a ogni capo del “Varietà”. Stuccati e ridipinti anche i loro oggetti di scena.
A ogni marionetta va infine apposta una nuova ed efficace filatura: tale da permettere ogni movimento e posizione previsti dal “numero” in cui deve agire.
Il pubblico infine non vede mai la struttPodrecca legg-5ura che sorregge i fili – il bilancino – che però è uno strumento fondamentale per permettere ai marionettisti di animare i Piccoli: è previsto che tutti i bilancini siano puliti, liberati da sporgenze, chiodi e schegge per raggiungere il massimo della funzionalità.

Va infine sottolineato come l’intero lavoro di restauro abbia un carattere rigorosamente conservativo e sia concepito e condotto nell’intento di rispettare e perpetuare – sia agli occhi del pubblico che attraverso il “sapere” dei marionettisti – l’arte e la preziosissima tecnica della compagnia di Podrecca e delle sue creature: ogni intervento sarà teso a restituire ai Piccoli i colori, le forme, l’aspetto originali riportandoli così alla bellezza e alla piena funzionalità.

È previsto che i risultati del restauro siano presentati al pubblico e alla stampa nel corso di alcuni Laboratori Aperti (dal 28 aprile all’1 maggio alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti) mentre dal 4 al 14 maggio alcuni Piccoli di Podrecca saranno parte dello spettacolo di Barbara Della Polla ed Ennio Guerrato “Dai 3 ai 93” programmato a coronamento di questo atteso e delicato progetto.

Podrecca legg-15