Étoile

annapavlovalagoScrive Orio Vergani nel 1924 su Anna Pavlova:
“La grande tradizione del ballo classico ha avuto in Anna Pavlova la regina ultima, colei che è riuscita a vivere da regina anche se il regno della vecchia danza era perduto, o i suoi confini invasi e sconvolti  dall’assalto che le muovevano le fiamme di Loje Fuller e le teorie dell’americana Isadora Duncan. La più indefinita forse delle arti, e la più labile certo, che per due secoli aveva trovato la sua definizione e la sua regola nella misura dello stile italiano, ebbe in Anna Pavlova la più obbediente e la più sottilmente libera interprete: colei che, nel mondo della danza teatrale, ormai raggelato tra l’accademia e l’acrobazia, isterilito come una sorta di Arcadia su vecchissimi temi e vecchissime etichette, seppe far risorgere ancora l’impero sorridente delle dolci rime e dei ritmi precisi. Un fiore che pareva spento, così come nella poesia, era sembrato spento il fiore del sonetto e dell’endecasillabo, per lei rinacque e visse in un magnetico splendore.”

E Vittorio Podrecca porta la Pavlova/marionetta sul palco, nello stesso assolo de “La morte del cigno” composto nel 1901 appositamente per lei.

Backstage Podrecca legg-37

Franz Liszt, Rapsodia Ungherese n.2

foto Buco Fotografico/Eugenio Spagnol
foto Buco Fotografico/Eugenio Spagnol


Piccolowski
è un pianista celebre. Un pianista che ha raccolto successi enormi non solo negli stessi luoghi dove li ha raccolti Paderewski – come la Salle Pleyel di Parigi – ma dove Paderewski non è mai stato, come in certe città degli antipodi. Quando  si presenta alla ribalta con un inchino, e scuote la candida zazzera prima di sedere gravemente dinanzi a un imponente Steinway da concerto, si ode in teatro la stessa acclamazione che saluta l’entrata degli artisti da cartello.
Il pianista siede, si erge sul busto, si assesta sulla sedia, alla maniera dei grandi concertisti, e dopo aver voltato alcune pagine dello spartito che gli sta innanzi (non c’è nulla di strano in questo: le marionette di Podrecca fanno miracoli), inizia con un gesto romantico l’esecuzione.
Sono impeti appassionati, ricami e fiorettature di bravura, a braccia incrociate; picchiettati di note acute, languidi abbandoni, formidabili colpi di pedale basso, mentre la testa accompagna il giuoco delle mani e le rincorre da sinistra a destra sulla tastiera. (…)
(Angelo Frattini su “Le note dei sogni“, ed. Titivillus)

Dai 3 ai 93. Una meravigliosa invenzione

Backstage Podrecca legg-17

Dai 3 Ai 93 – una meravigliosa invenzione
di Barbara Della Polla Ferrante e Ennio Guerrato
con Barbara Della Polla, Ennio Guerrato, Lorenza Muran, Carlo Furlan, Tiziana de Guarrini
interventi di Fausta Braga, Alfonso Cipolla, Eugenio Monti Colla, Giuseppina Volpicelli
visual design Antonio Giacomin

da stasera al 14 maggio in Sala Bartoli (Trieste, Politeama Rossetti), con questo calendario:

lunedì 4 maggio 2015, ore 21.00
martedì 5 maggio, ore 16.00
mercoledì 6 maggio, ore 10.30
giovedì 7 maggio, ore 10.30
venerdì 8 maggio, ore 21.00
sabato 9 maggio, ore 18.00
domenica 10 maggio, RIPOSO
lunedì 11 maggio, ore 10.30
martedì 12 maggio, ore 10.30
mercoledì 13 maggio, ore 10.30
giovedì 14 maggio, ore 18.00

Vi aspettiamo!

Per consultare gli orari del botteghino cliccate QUI

Violinista in prova

foto Buco Fotografico/Eugenio Spagnol
foto Buco Fotografico/Eugenio Spagnol

Il mio spettacolo nacque in Roma, una quarantina d’anni fa! Il destino mi chiamò a fondarlo nella sala Odescalchi che fu la nostra “crèche” (…). Nell’infanzia friulana, cullata dai suoni del pianoforte paterno e dalle canzoni e villotte alpine, coltivavo le marionette musicali, ancora in embrione. E sentivo il dolce influsso di Salzburg e della stupenda capitale della mia regione: Venezia.

Due sono state le magnifiche ossessiosi di Vittorio Podrecca: la musica e la marionetta e la sua vita artistica è stata caratterizzata dalla diversa interazione di questi due elementi. Non sappiamo se ci fu prima la musica e poi la marionetta, o viceversa. Forse ci furono entrambe, subito, nella stessa maniera. In un’intervista pubblicata negli anni Trenta in occasione di una rappresentazione della compagnia a Udine, Podrecca si lascia andare ad una confidenza: <<Il mio primo amore è stata una marionetta>>.
Il Teatro dei Piccoli di Podrecca fonda dunque le sue origini sul connubio tra marionetta e musica poiché, nella visione di Podrecca, la marionetta non è un semplice strumento, ma endemicamente musicale anch’essa. (…)
(Roberta d’Errico su “Le note dei sogni”, ed. Titivillus)

Sono state a zonzo per ventotto anni

epoca“Mentre son qui tranquillo, non posso fare a meno di riandare alle meravigliose avventure delle mie marionette attraverso il mondo.
Come seppero conquistare gli uomini più diversi per spirito e per lingua; come seppero conquistare anche me e imporsi anche a me che avevo loro dato la vita.
Improvvisamente mi accorsi che erano diventate adulte: avevano otto anni di età quando mi accorsi di questo ed espressero subito una così risoluta personalità che da allora fu vano voler continuare ad imporre loro la mia.
Posso dire di essere ora semplicemente il loro consigliere, un consigliere amato e rispettato… ma nient’altro che consigliere. Ormai sono loro che creano se stesse. Se chiudo gli occhi le vedo tentare una nuova figura, accennare un nuovo passo, abbozzare una caricatura.”
Vittorio Podrecca sul numero 53 del settimanale Epoca, 1951 (di ritorno dall’America del Sud)

Negri, struzzi e scimmie (Prove aperte)

“Negri struzzi e scimmie”, uno dei numeri più antichi del repertorio marionettistico, è opera di Mario Gorno e del fratello Ottorino Gorno. La famiglia Gorno portò in dote nella compagnia dei Piccoli queste splendide marionette. Il figlio di Mario, Gioacchino, sotto la guida per padre imparò questo antico mestiere. Tempi musicali perfetti, abilità costruttiva e di movimento ne fecero uno dei numeri di punta dello spettacolo Varietà.
(BDP)

Prove del Maestro Piccolowsky

I “Laboratori Aperti” in programma il 28 aprile alle ore 18, il 29 alle ore 17, ed il 30 aprile e l’1 maggio alle 18 sono andati completamente esauriti in poche ore: il Teatro Stabile, per venire incontro al grande interesse dimostrato dal pubblico, promuove un’ulteriore occasione straordinaria martedì 5 maggio alle ore 16.
Gli spettatori potranno acquistare il biglietto con una riduzione speciale per lo spettacolo “Dai 3 ai 93” che inizierà alle 16 e sarà seguito da una conversazione con i marionettisti che – come nei Laboratori Aperti – faranno conoscere al pubblico la magia e i segreti delle marionette, mostrando alcuni esemplari appena restaurati ed illustrando gli interventi effettuati. In quest’occasione ci sarà anche una maggiore disponibilità di posti.

Prenotazioni e info alla Biglietteria del Politeama Rossetti e al numero 040-3593537).

Il “nostro” 23 aprile, Giornata mondiale del Libro

Come annunciato nel post Alfabeto del XX secolo, ci siamo riuniti il 23 aprile scorso alle ore 19.00 nell’accogliente Libreria Caffè San Marco di Trieste, con un bel gruppetto di lettori volontari per raccontare la storia umana e professionale di Orio Vergani e Vittorio Podrecca.

Indro Montanelli scriveva di Vergani: <<Gli chiedessero un articolo sulla pittura post-impressionista, su un campione di pugilato o sulla scoperta di un mammut, la risposta di Orio Vergani era sempre la stessa: “Quante parole?”. Non gli occorreva sapere altro per sedere alla scrivania (…) e prendere l’avvio. Sempre a penna (alla Olivetti Lettera 22 non ci arrivò mai), su un mucchietto di cartelle tagliate a metà, e che a metà riempiva in senso trasversale: per intero la prima riga, poi partendo nella seconda da uno spazio bianco, che nelle righe successive si allungava fino a non lasciargli nell’ultima che lo spazio per una parola sola (…) tirava via sino in fondo senza una esitazione né un pentimento>>

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Con i lettori volontari Elena Amoroso, Marina Calcagno, Roberto Canziani, Antonella Caruzzi, Daniela De Rossi, Sabina de Tommasi, Rosella Gallicchio , Adriano Giraldi, Sonia Mauro, Franco Però, Federica Ribolli, Eugenio Spagnol, Paolo Tassinari, Mavis Toffoletto, Loriana Ursich, Francesca Vicini, e con la guida di Barbara Della Polla, abbiamo letto brani tratti da:
“Ricordi sott’odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti” di Indro Montanelli, ed. Rizzoli
“Alfabeto del XX Secolo” di Orio Vergani, ed. Baldini & Castoldi
“Birignao”  di Orio Vergani, ed. Casamassima
“Orio Vergani a cinquant’anni dalla scomparsa”, a cura dell’Accademia Italiana della Cucina
fino all’ultimo: l’epitaffio di Orio Vergani, scritto da Montanelli

epitaffio vergani
La Biblioteca Hortis di Trieste ha preparato su Vergani una interessante bibliografia, che trovate cliccando QUI.
E l’ Emeroteca Fulvio Tomizza ha curato alcuni approfondimenti, che trovate QUI.